S.T.A. Barbotta
Consulenza e Sicurezza sul Lavoro

S.T.A. Barbotta
Consulenza e Sicurezza sul Lavoro
Hai un serbatoio o un compressore da verificare?
Funzionamento e integrità vanno controllati a scadenze precise, con documentazione da conservare in azienda. Indicaci volume e anno del serbatoio: ti rispondiamo con iter, tempi e preventivo.
serbatoi per aria compressa sono attrezzature a pressione e, salvo le esclusioni previste dalla legge, devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionamento e di integrità. L’obbligo ricade sul datore di lavoro e riguarda sia i serbatoi di accumulo sia i recipienti integrati nei compressori, come i separatori aria/olio dei compressori a vite.
Le verifiche sono disciplinate principalmente da tre norme:
L’omessa verifica è sanzionata penalmente con arresto o ammenda a carico del datore di lavoro. In caso di incidente, l’assenza dei verbali aggrava inoltre la sua posizione.
La prima verifica periodica è di competenza INAIL, che deve intervenire entro 45 giorni dalla richiesta. Le verifiche successive spettano ad ASL o ARPA, che hanno 30 giorni di tempo. Se l’ente titolare non interviene nei termini, il datore di lavoro può incaricare un soggetto abilitato iscritto nell’elenco del Ministero del Lavoro.
Le richieste si presentano tramite il portale CIVA di INAIL, dove l’attrezzatura deve risultare già immatricolata.
La verifica di funzionamento accerta che il serbatoio sia installato e utilizzato in modo conforme alla documentazione. Il tecnico controlla lo stato e la taratura delle valvole di sicurezza, i manometri, i dispositivi di scarico della condensa e le condizioni generali dell’installazione.
La verifica di integrità consiste nell’ispezione visiva delle membrature, dall’esterno e, ove possibile, dall’interno. È accompagnata da controlli non distruttivi, in primo luogo la misura degli spessori a ultrasuoni, eseguiti da personale certificato UNI EN ISO 9712 (vedi controlli non distruttivi). L’obiettivo è individuare corrosione, assottigliamenti e difetti che possono ridurre la resistenza del recipiente.
Quando i controlli non distruttivi non bastano a valutare l’integrità del serbatoio, si ricorre alla prova idraulica secondo le modalità previste dal D.M. 329/2004.
La frequenza delle verifiche dipende dalla categoria PED del serbatoio, che si ricava dalla pressione massima ammissibile (PS) e dal volume (V), oltre che dal tipo di fluido, secondo la direttiva PED 2014/68/UE. Per l’aria compressa, classificata come fluido del gruppo 2, lo schema tipico è il seguente:
| Tipo di verifica | Periodicità indicativa |
|---|---|
| Verifica di funzionamento | ogni 2, 3 o 4 anni a seconda della categoria |
| Verifica di integrità | ogni 10 anni |
Se il manuale del fabbricante indica intervalli più brevi, ad esempio per il rischio di corrosione, valgono quelli.
Non tutti i serbatoi sono soggetti a riqualificazione periodica. Il D.M. 329/2004 esclude, tra gli altri, i recipienti per fluidi del gruppo 2 non soggetti a corrosione, con PS ≤ 12 bar e PS × V ≤ 12.000 bar·l. Sono previste esclusioni anche per alcuni recipienti semplici di piccola capacità.
L’assenza di corrosione va motivata tecnicamente, per esempio con un serbatoio zincato o installato a valle di un essiccatore. Senza questa valutazione documentata, l’esclusione non è applicabile.
Prima delle verifiche periodiche, un serbatoio nuovo richiede la dichiarazione di messa in servizio a INAIL. Oltre determinate soglie di PS × V è obbligatoria anche la verifica di messa in servizio. Solo dopo questi adempimenti l’attrezzatura entra nel ciclo delle verifiche periodiche.
Dipende da pressione, volume e condizioni d’uso. Molti serbatoi di piccola taglia rientrano nelle esclusioni, ma la valutazione va fatta caso per caso sui dati di targa.
La responsabilità è del datore di lavoro, o comunque dell’utilizzatore dell’attrezzatura. È lui che deve richiedere le verifiche e conservare i verbali, come previsto dall’art. 71 del D.Lgs. 81/2008.
Il verbale riporta le non conformità riscontrate. A seconda della gravità, possono servire interventi di ripristino o controlli aggiuntivi, oppure il serbatoio deve essere messo fuori servizio.
La verifica di funzionamento richiede in genere solo brevi interruzioni. La verifica di integrità con ispezione interna richiede invece lo svuotamento del serbatoio, quindi conviene pianificarla durante un fermo produttivo.
Le tariffe seguono i riferimenti fissati dalla normativa e variano in base al tipo di verifica e alle caratteristiche dell’attrezzatura.
I dati dell’attrezzatura si possono recuperare tramite INAIL, a partire dal numero di matricola, e la documentazione va ricostruita prima di richiedere le verifiche.
Per programmare la verifica dei serbatoi o sapere se rientrano nelle esclusioni, invia i dati di targa tramite il modulo di contatto.