S.T.A. Barbotta
Consulenza e Sicurezza sul Lavoro

S.T.A. Barbotta
Consulenza e Sicurezza sul Lavoro
Hai avuto un infortunio in azienda?
Le cause vanno ricostruite subito e il DVR aggiornato entro 30 giorni. Scrivici cosa è successo: analizziamo l'evento e prepariamo il piano di miglioramento prima che arrivino le verifiche degli organi.

La gestione infortuni è il processo che l’azienda avvia dopo un infortunio o un mancato infortunio: verifica gli adempimenti, ricostruisce le cause con un’indagine strutturata e le traduce in un piano di miglioramento con azioni, responsabili e scadenze. Affianchiamo datore di lavoro, RSPP e preposti in ogni fase, fino all’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi.
La denuncia all’INAIL chiude la parte amministrativa, non il problema. Termini e modalità sono spiegati nella guida sugli obblighi di denuncia dell’infortunio sul lavoro. Questa pagina riguarda ciò che viene dopo: capire perché è successo e fare in modo che non si ripeta. Nel 2025 le denunce di infortunio in occasione di lavoro sono state 416.900, lo 0,5% in più rispetto al 2024, secondo i dati provvisori INAIL sull’andamento infortunistico 2025.
Il servizio copre sei fasi: raccolta delle evidenze, verifica degli adempimenti, indagine sulla dinamica, analisi delle cause, piano di miglioramento e verifica di efficacia. Ogni fase produce un documento che l’azienda conserva e può esibire all’organo di vigilanza, all’INAIL o in un eventuale procedimento.
| Fase | Cosa facciamo | Cosa ottiene l’azienda |
|---|---|---|
| 1. Raccolta delle evidenze | Sopralluogo, foto, rilievi, testimonianze raccolte a caldo, controllo di attrezzature e DPI coinvolti | Una ricostruzione documentata prima che i ricordi si confondano |
| 2. Verifica degli adempimenti | Controllo di denuncia o comunicazione INAIL, informazione al RLS, gestione delle richieste dell’organo di vigilanza | Nessun termine mancato |
| 3. Indagine infortunio | Ricostruzione della dinamica con il modello Infor.MO | Rapporto di indagine con cause e fattori aggravanti |
| 4. Analisi e DVR | Confronto tra l’evento e i rischi valutati, revisione del DVR se l’infortunio è significativo | DVR aggiornato nei termini di legge |
| 5. Piano di miglioramento | Misure tecniche, organizzative e formative ordinate per priorità | Piano con responsabili, scadenze e indicatori |
| 6. Verifica di efficacia | Sopralluogo di controllo, monitoraggio di infortuni e mancati infortuni | La prova che le misure funzionano |
Se l’area è sotto sequestro o gli ispettori stanno svolgendo accertamenti, la raccolta delle evidenze si coordina con loro: la scena non va alterata.
Un’indagine infortunio ricostruisce la sequenza dell’evento e cerca le cause, non un colpevole. Si raccolgono fatti oggettivi, si ascoltano infortunato e testimoni, si esaminano attrezzature, procedure e formazione. Il risultato è un rapporto che separa i fattori che hanno provocato l’incidente da quelli che ne hanno aggravato le conseguenze.
Come riferimento usiamo il modello di analisi Infor.MO, sviluppato da INAIL e Regioni e impiegato dai servizi di prevenzione delle ASL nelle loro inchieste. Il modello scompone l’evento in incidente, contatto e danno. Poi classifica ogni fattore in due modi:
Ogni fattore rientra in una di sei categorie: attività dell’infortunato, attività di terzi, utensili macchine e impianti, materiali, ambiente, DPI e abbigliamento. Usare lo stesso linguaggio dei servizi di prevenzione rende il rapporto aziendale confrontabile con un’eventuale inchiesta pubblica.
Nell’archivio Infor.MO le azioni dell’infortunato sono il fattore più ricorrente: quasi uno su due. Fermarsi lì è l’errore più comune. Dietro un gesto non sicuro ci sono spesso un’attrezzatura inadatta, una procedura mai scritta, una formazione mai verificata sul campo o tempi che spingono alla scorciatoia. Sono questi i fattori su cui un piano di miglioramento incide davvero.
Quando è già aperto un procedimento, coordiniamo l’indagine tecnica con il legale dell’azienda.
L’art. 29, comma 3, del D.Lgs. 81/2008 impone di rielaborare subito la valutazione dei rischi dopo un infortunio significativo e di aggiornare il documento entro 30 giorni. Nel frattempo il datore di lavoro deve documentare le misure di prevenzione aggiornate e comunicarle al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
La legge non definisce cosa sia un infortunio “significativo”. Nella pratica consideriamo tale un evento che presenta almeno una di queste caratteristiche:
Un piano di miglioramento della sicurezza collega ogni causa emersa dall’indagine a un’azione concreta. Per ciascuna indica tipo di intervento, responsabile, scadenza e modo di verificarne l’efficacia. Le misure seguono le priorità dell’art. 15 del D.Lgs. 81/2008: eliminare il rischio alla fonte e preferire le protezioni collettive a quelle individuali.
Un esempio semplificato: in magazzino un carrello elevatore sfiora un pedone a un incrocio tra scaffalature.
| Causa individuata | Azione | Tipo | Responsabile | Scadenza | Verifica |
|---|---|---|---|---|---|
| Percorsi pedonali e carrelli promiscui | Separazione fisica dei percorsi e segnaletica a terra | Tecnica | Responsabile logistica | 60 giorni | Sopralluogo RSPP |
| Scarsa visibilità agli incroci | Specchi parabolici e proiettori di segnalazione sui carrelli | Tecnica | Manutenzione | 30 giorni | Lista di controllo mensile |
| Regole di precedenza non scritte | Procedura di circolazione interna | Organizzativa | Datore di lavoro con RSPP | 30 giorni | Controllo in reparto dopo 3 mesi |
| Addestramento mai verificato sul campo | Prove pratiche dei carrellisti e controllo del preposto | Formativa | Preposto | 90 giorni | Osservazioni in reparto |
L’ultima colonna è quella che molti piani trascurano. Senza una verifica programmata non si sa se la misura ha funzionato.
I mancati infortuni rivelano le stesse cause degli infortuni, ma senza feriti. Per questo sono il segnale più economico da ascoltare. L’art. 15 del D.L. 159/2025, convertito dalla Legge 198/2025, chiede inoltre alle imprese con più di 15 dipendenti di identificare, tracciare e analizzare i quasi incidenti e di comunicarne i dati aggregati.
Le linee guida operative sono affidate al Ministero del Lavoro d’intesa con INAIL, mentre un decreto ministeriale fisserà le modalità di comunicazione. Nel frattempo restano valide le procedure per i mancati infortuni già elaborate da INAIL.
Per un’azienda di qualsiasi dimensione c’è anche un vantaggio economico. Un sistema di rilevazione dei mancati infortuni con misure migliorative è tra gli interventi riconosciuti per la riduzione del tasso INAIL con il modello OT23.
Il nostro supporto comprende:
Oltre all’assenza del lavoratore e ai possibili fermi produttivi, un infortunio pesa sul premio INAIL, perché il tasso applicato varia con la sinistrosità della posizione assicurativa. Negli infortuni gravi con violazione delle norme di sicurezza si aggiungono responsabilità penali per le persone e, per l’impresa, quella prevista dal D.Lgs. 231/2001.
L’analisi infortuni aziendali misura l’andamento con due indici definiti dalla norma UNI 7249. L’indice di frequenza conta gli infortuni per milione di ore lavorate, l’indice di gravità le giornate perse ogni mille ore lavorate. Letti insieme ai mancati infortuni, mostrano quali reparti e mansioni richiedono un intervento prima degli altri.
| Indice | Formula | Cosa indica |
|---|---|---|
| Indice di frequenza (IF) | n. infortuni × 1.000.000 ÷ ore lavorate | Quanto spesso accadono gli infortuni |
| Indice di gravità (IG) | giornate perse × 1.000 ÷ ore lavorate | Quanto pesano in termini di assenza |
I numeri assoluti ingannano: tre infortuni in un’azienda di 20 addetti non equivalgono a tre infortuni in una di 200. Per questo prepariamo un resoconto annuale per reparto e mansione, pronto per la riunione periodica, che nelle aziende con più di 15 lavoratori deve esaminare l’andamento degli infortuni (art. 35 del D.Lgs. 81/2008).
La legge non usa questa espressione, ma ne impone i singoli elementi: denuncia o comunicazione all’INAIL, rielaborazione del DVR dopo infortuni significativi, esame dell’andamento infortunistico nella riunione periodica e, per le imprese con più di 15 dipendenti, tracciamento dei mancati infortuni. Gestirli in un unico processo evita dimenticanze e documenti contraddittori.
La responsabilità è del datore di lavoro, che si avvale del servizio di prevenzione e protezione e coinvolge preposto, medico competente e RLS. Negli infortuni gravi il servizio di prevenzione dell’ASL può avviare un’inchiesta propria. L’indagine aziendale non la sostituisce, ma permette di correggere subito le condizioni pericolose.
Non è obbligatorio, ma è utile. L’RSPP interno conosce bene l’azienda e spesso ha contribuito a definire le procedure coinvolte nell’evento. Un tecnico esterno porta un punto di vista indipendente e competenze specialistiche su macchine e impianti. Lavora insieme all’RSPP, non al suo posto.
No, un quasi incidente non si denuncia come un infortunio. Va registrato e analizzato internamente. Le imprese con più di 15 dipendenti devono inoltre comunicare i dati aggregati dei mancati infortuni e delle azioni correttive, secondo le modalità stabilite dal decreto ministeriale previsto dalla Legge 198/2025.