Scadenze adempimenti ambientali: calendario per le aziende

Le principali scadenze degli adempimenti ambientali per un’azienda si concentrano nella prima metà dell’anno. Entro il 31 gennaio va denunciato lo scarico industriale in fognatura. Entro il 31 marzo si inviano i dati di autocontrollo su AUA Point e la denuncia dei prelievi idrici. Il 30 aprile scadono MUD, dichiarazione PRTR, diritto all’Albo Gestori Ambientali e contributo RENTRI. Il canone per le acque pubbliche si paga entro il 30 giugno. Nel 2026 il MUD è slittato al 3 luglio. Dal 16 settembre il formulario rifiuti digitale è obbligatorio per chi è iscritto al RENTRI.

Quali adempimenti ambientali toccano davvero un’impresa dipende da quattro elementi: i rifiuti che produce, le autorizzazioni che possiede, l’acqua che preleva o scarica, i prodotti che immette sul mercato. Questa guida riunisce le scadenze nazionali e quelle della Regione Lombardia. Per ciascuna indica chi è obbligato, dove si presenta e cosa si rischia. Per una verifica sulla propria azienda, lo studio offre un servizio di consulenza ambientale che parte proprio dalla mappatura degli obblighi.

Calendario delle scadenze ambientali mese per mese

La tabella riassume il calendario degli adempimenti ambientali con i termini ordinari, validi ogni anno salvo proroghe. Quando un’autorizzazione indica date o frequenze diverse, vale quanto scritto nell’autorizzazione.

ScadenzaAdempimentoChi è obbligatoDove si presenta
20 del mese successivo al periodo (annuale: 20 gennaio)Dichiarazione periodica CONAIProduttori e utilizzatori di imballaggi, importatori di merci imballatePortale CONAI
31 gennaioDenuncia annuale degli scarichi industriali in fognaturaAziende che scaricano reflui industriali in pubblica fognaturaGestore del servizio idrico
28 febbraioRelazione annuale amiantoImprese che utilizzano amianto o eseguono bonifiche e smaltimentiRegione e ATS
31 marzoDenuncia dei volumi di acqua pubblica derivataTitolari di pozzi, sorgenti e derivazioni (esclusi usi domestici)SIPIUI, Regione Lombardia
31 marzoDati di autocontrollo su emissioni e scarichi, bilancio COV, Piano Gestione SolventiAziende con AUA, autorizzazione art. 269 o in deroga art. 272AUA Point, ARPA Lombardia
31 marzoComunicazione annuale pile e accumulatoriProduttori iscritti al Registro nazionaleRegistro pile
30 aprileMUD, Modello Unico di Dichiarazione ambientaleVedi la sezione dedicataCamera di Commercio, solo telematico
30 aprileDichiarazione PRTRStabilimenti con attività dell’Allegato I Reg. CE 166/2006 sopra sogliaApplicativo online ISPRA
30 aprileDiritto annuale Albo Gestori AmbientaliImprese iscritte all’Albo, compresa la categoria 2-bisAlbo Gestori Ambientali
30 aprileContributo annuale RENTRIIscritti al RENTRI, dal secondo annoArea riservata RENTRI
30 aprileDati di gestione su O.R.SO.Gestori di impianti di recupero e smaltimento rifiuti in LombardiaO.R.SO., ARPA Lombardia
30 giugnoCanone demaniale per l’uso di acque pubblicheConcessionari di derivazioniPagamento a Regione Lombardia
Entro 30 giorni dall’interventoComunicazione alla Banca dati F-gasImprese e persone certificate che intervengono sugli impiantiBanca dati gas fluorurati
Ogni 4 anni (prossimo turno: 5 dicembre 2027)Diagnosi energetica D.Lgs. 102/2014Grandi imprese e imprese energivorePortale ENEA

Scadenze ambientali 2026: cosa è cambiato quest’anno

Il 2026 ha spostato alcune date e reso digitali diversi invii. Le novità da conoscere:

  • MUD al 3 luglio. Il nuovo modello, approvato con DPCM 30 gennaio 2026, è uscito in Gazzetta il 5 marzo. Il termine è quindi slittato di 120 giorni. Il modello è stato allineato al RENTRI su autorizzazioni e stati fisici dei rifiuti.
  • FIR digitale. La legge 26/2026, di conversione del decreto Milleproroghe, ha consentito carta e digitale in parallelo fino al 15 settembre 2026. Dal giorno dopo gli iscritti al RENTRI usano solo il formulario digitale.
  • PRTR solo online. ISPRA ha sostituito l’invio via PEC con un applicativo web, che richiede un accredito preventivo.
  • Spedizioni transfrontaliere di rifiuti. Dal 21 maggio 2026 notifiche e documenti passano esclusivamente dal sistema europeo DIWASS.
  • Pile e batterie. Dal 7 marzo 2026 è in vigore il D.Lgs. 29/2026, che adegua le regole italiane al Regolamento UE 2023/1542.
  • Imballaggi. Il Regolamento UE 2025/40 (PPWR) si applica in larga parte dal 12 agosto 2026.

Le prossime scadenze fino a inizio 2027

DataCosa succede
15 settembre 2026Diventano applicabili le sanzioni per la mancata trasmissione al RENTRI dei dati dei formulari
16 settembre 2026FIR digitale obbligatorio per gli iscritti al RENTRI
1° ottobre 2026Nuovi valori del contributo ambientale CONAI per gli imballaggi in plastica
11 ottobre 2026Termine europeo per la prima diagnosi energetica delle imprese sopra i 10 TJ, in attesa del decreto italiano
20 ottobre 2026Dichiarazione CONAI trimestrale (luglio-settembre)
20 gennaio 2027Dichiarazione CONAI annuale
31 gennaio 2027Denuncia degli scarichi industriali in fognatura

Chi deve presentare il MUD e quando scade?

Il MUD si presenta entro il 30 aprile alla Camera di Commercio, con i dati sui rifiuti dell’anno precedente. Sono obbligati trasportatori, gestori e intermediari di rifiuti, chi produce rifiuti pericolosi e chi produce rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali o artigianali con più di 10 dipendenti. Se il modello esce dopo il 1° marzo, slitta a 120 giorni.

È uno degli adempimenti ambientali più diffusi e nasce dalla legge 70/1994 e dall’articolo 189 del D.Lgs. 152/2006. Sono invece esonerati:

  • gli imprenditori agricoli con volume d’affari annuo fino a 8.000 euro;
  • le imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi (categoria 2-bis dell’Albo);
  • i produttori iniziali di soli rifiuti non pericolosi con non più di 10 dipendenti;
  • acconciatori, centri estetici, tatuatori e piercer (codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02).

La dichiarazione si invia solo in via telematica, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. I dati arrivano dal registro di carico e scarico e dai formulari. Se questi documenti sono tenuti bene durante l’anno, compilare il MUD richiede poche ore. Chi deve impostare da zero la gestione dei rifiuti e il registro di carico e scarico dovrebbe partire dalla corretta attribuzione dei codici EER.

Chi non presenta il MUD rischia una sanzione da 2.000 a 10.000 euro. Se l’invio avviene entro 60 giorni dal termine, la sanzione scende a un importo tra 26 e 160 euro. Per il MUD 2026 questa finestra si è chiusa il 1° settembre. Software, manuali e portali di invio sono raccolti nelle istruzioni ufficiali del MUD su Ecocamere.

Cosa cambia con il RENTRI per registro e formulari?

Il RENTRI è il registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, previsto dal DM 59/2023. Con il terzo scaglione, chiuso il 13 febbraio 2026, tutti i soggetti obbligati devono risultare iscritti. Registro di carico e scarico e formulari diventano digitali: dal 16 settembre 2026 chi è iscritto non può più emettere il FIR cartaceo.

Devono iscriversi:

  • i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi;
  • i produttori di rifiuti speciali non pericolosi da lavorazioni industriali e artigianali con più di 10 dipendenti;
  • trasportatori, impianti di recupero e smaltimento, commercianti e intermediari.

Il contributo annuale si versa entro il 30 aprile, per ogni unità locale, dall’area riservata del portale.

SoggettoImporto per unità locale
Produttori con più di 50 dipendenti, trasportatori, impianti di trattamento, intermediari60 euro
Produttori con 11-50 dipendenti30 euro
Altri produttori10 euro

Due aspetti operativi vengono spesso trascurati. Il Decreto direttoriale n. 210 del 31 luglio 2026 ha aggiornato le istruzioni per compilare registro e formulario. Inoltre, dal 5 agosto 2026 l’app RENTRI FIR Digitale funziona solo su dispositivi con Android 10 o iOS 16 e versioni successive: autisti e magazzinieri devono avere smartphone compatibili. Eventuali nuovi rinvii vanno verificati sulle comunicazioni ufficiali del portale RENTRI.

Quali scadenze riguardano emissioni in atmosfera e scarichi?

In Lombardia le aziende autorizzate a emissioni o scarichi caricano su AUA Point, entro il 31 marzo, i dati di autocontrollo dell’anno precedente. Nello stesso portale e con lo stesso termine si inviano bilancio di massa dei COV e Piano Gestione Solventi, se previsti. La denuncia degli scarichi industriali in fognatura scade invece di norma il 31 gennaio.

AUA Point è il portale di ARPA Lombardia istituito con la DGR 2481/2019. Lo usano le aziende non soggette ad AIA che possiedono:

  • un’Autorizzazione Unica Ambientale con scarichi industriali o emissioni in atmosfera;
  • un’autorizzazione alle emissioni ex art. 269 o in deroga ex art. 272 del D.Lgs. 152/2006;
  • dal 2024, autorizzazioni per impianti a fonti rinnovabili, impianti di trattamento rifiuti (art. 208) e autorizzazioni uniche da fonti convenzionali.

Chi sta ottenendo o rinnovando l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) dovrebbe controllare subito quali autocontrolli prescrive e con quale frequenza. Sono quelli a generare le scadenze ambientali degli anni successivi.

La denuncia degli scarichi in fognatura indica quantità e qualità dei reflui industriali e serve al gestore per calcolare la tariffa. In provincia di Cremona il gestore è Padania Acque. Se il contratto non richiama il 31 gennaio, il termine diventa il 28 febbraio. Non devono presentarla le aziende che scaricano solo acque domestiche o assimilate.

La dichiarazione PRTR scade il 30 aprile. Riguarda gli stabilimenti che svolgono le attività dell’Allegato I del Regolamento CE 166/2006 oltre le soglie di capacità (DPR 157/2011). Dal 2026 si trasmette con il nuovo applicativo ISPRA, e l’accredito va chiesto con anticipo. Per le installazioni AIA i dati di monitoraggio seguono tempi e frequenze del Piano di monitoraggio; in Lombardia si inviano tramite l’applicativo AIDA.

Quali adempimenti ci sono per pozzi e prelievi idrici in Lombardia?

Chi preleva acqua pubblica da pozzo, sorgente o corso d’acqua presenta la denuncia dei volumi derivati entro il 31 marzo, solo tramite l’applicativo regionale SIPIUI. La denuncia è dovuta anche se nell’anno il prelievo è stato pari a zero. Il canone demaniale dell’anno in corso si paga invece entro il 30 giugno.

Il caricamento su SIPIUI è possibile dal 15 gennaio. Il volume da dichiarare è la differenza tra la lettura del contatore al 31 dicembre e quella dell’anno precedente: annotarla a fine anno evita ricostruzioni affrettate a marzo. Servono l’ID pratica o l’ID concessione, riportati sull’avviso di pagamento del canone. Per le unità locali in Emilia-Romagna, per esempio nelle province di Piacenza e Parma, la denuncia scade il 31 gennaio.

Concessioni, contatori e calcolo del canone sono approfonditi nella guida su pozzi e prelievi idrici in Lombardia.

Imballaggi, pile e gas fluorurati: chi deve comunicare cosa?

Tre adempimenti ambientali riguardano i prodotti più che i processi. Chi immette imballaggi sul mercato dichiara al CONAI entro il 20 del mese successivo al periodo. I produttori di pile comunicano le quantità immesse entro il 31 marzo. Per i gas fluorurati non esiste più una dichiarazione annuale: ogni intervento va registrato entro 30 giorni.

Dichiarazione CONAI

La periodicità, mensile, trimestrale o annuale, dipende dall’importo del contributo ambientale dovuto. La scadenza cade sempre il 20 del mese successivo al periodo: 20 aprile per il primo trimestre, 20 gennaio per la dichiarazione annuale. Dal 1° ottobre 2026 cambiano i valori del contributo per le nove fasce degli imballaggi in plastica.

Registro pile e accumulatori

I produttori iscritti comunicano entro il 31 marzo pezzi e peso delle pile immesse sul mercato nell’anno precedente. La comunicazione va inviata anche con valori pari a zero. L’omissione o i dati inesatti costano da 2.000 a 20.000 euro (D.Lgs. 188/2008). Con il D.Lgs. 29/2026 sulle batterie il quadro è in evoluzione: conviene controllare il portale prima di ogni invio.

Gas fluorurati: la dichiarazione del 31 maggio non esiste più

Molti scadenzari riportano ancora la dichiarazione F-gas del 31 maggio. È stata abolita nel 2019 dal DPR 146/2018. Oggi l’impresa certificata che installa, controlla, ripara o smantella un impianto inserisce i dati nella Banca dati F-gas entro 30 giorni dall’intervento. Il ritardo è punito con una sanzione da 1.000 a 15.000 euro (D.Lgs. 163/2019).

L’azienda proprietaria dell’impianto non invia nulla, ma deve verificare che i dati inseriti siano corretti. Dal 1° gennaio 2026, inoltre, i gas vergini con GWP pari o superiore a 2.500 non si possono più usare per la manutenzione di condizionatori e pompe di calore.

Amianto e diagnosi energetica: le scadenze meno note

Entro il 28 febbraio le imprese che utilizzano amianto o svolgono attività di bonifica e smaltimento inviano a Regione e ATS la relazione sull’attività dell’anno precedente (art. 9 L. 257/1992). L’obbligo riguarda chi esegue i lavori con personale e mezzi propri, non il proprietario dell’edificio.

Diagnosi energetica: 11 ottobre 2026 o 5 dicembre 2027?

Dipende dalla norma applicata. Con il D.Lgs. 102/2014, ancora vigente, grandi imprese ed energivori rinnovano la diagnosi ogni quattro anni: il prossimo termine è il 5 dicembre 2027. La direttiva UE 2023/1791 fissa invece all’11 ottobre 2026 la prima diagnosi per le imprese sopra i 10 TJ annui, ma a settembre 2026 l’Italia non l’ha ancora recepita.

Il nuovo criterio guarda ai consumi medi degli ultimi tre anni, non alle dimensioni aziendali. Molte PMI oggi escluse potrebbero quindi diventare obbligate. Sopra gli 85 TJ annui la direttiva richiede un sistema di gestione dell’energia certificato entro l’11 ottobre 2027. In attesa del decreto, conviene calcolare fin da ora i propri consumi in TJ.

Cosa succede se si salta una scadenza ambientale?

Chi salta un adempimento ambientale incorre di solito in una sanzione amministrativa, che nei casi più comuni va da poche decine a 20.000 euro. Per il MUD la legge prevede una forte riduzione se l’invio arriva entro 60 giorni. Le omissioni emergono dai controlli degli enti o dal confronto tra banche dati digitali.

AdempimentoSanzioneCome rimediare
MUD non presentato, incompleto o inesattoDa 2.000 a 10.000 euroInvio entro 60 giorni: da 26 a 160 euro
Comunicazione pile e accumulatoriDa 2.000 a 20.000 euroRegolarizzare subito l’invio
Banca dati F-gas oltre i 30 giorniDa 1.000 a 15.000 euroSollecitare l’impresa certificata a completare l’inserimento
Dati dei FIR non trasmessi al RENTRISanzioni dell’art. 258 D.Lgs. 152/2006, dal 15 settembre 2026Allineare software e procedure di trasmissione
Diritto annuale Albo non versatoSospensione dell’iscrizione all’AlboRegolarizzare il versamento

Come non perdere le scadenze ambientali?

Serve uno scadenzario costruito sull’azienda reale, non un calendario generico. Si parte dagli obblighi di ogni unità locale, si ricavano date e frequenze dalle autorizzazioni e si fissano promemoria con un mese di anticipo. Tra gennaio e marzo va controllata la pubblicazione di proroghe e nuovi modelli, perché è in quel periodo che cambiano i termini.

  1. Mappare gli obblighi per unità locale: rifiuti prodotti, autorizzazioni, prelievi e scarichi, prodotti immessi sul mercato.
  2. Estrarre le prescrizioni dalle autorizzazioni: autocontrolli, frequenze, parametri e termini di invio.
  3. Raccogliere i dati durante l’anno: letture dei contatori al 31 dicembre, registri, analisi di laboratorio.
  4. Fissare i promemoria: 30 giorni prima di ogni termine, con un referente e un sostituto.
  5. Controllare le fonti ufficiali a inizio anno: Gazzetta Ufficiale per il MUD, portale RENTRI, avvisi ISPRA e ARPA.
  6. Conservare le ricevute: ogni invio telematico genera una ricevuta da archiviare con la pratica.

Chi ha ottenuto la certificazione ISO 14001 tiene già un registro degli obblighi di conformità. Lo scadenzario degli adempimenti ambientali ne diventa lo strumento operativo e l’audit annuale verifica che funzioni.

Domande frequenti sulle scadenze ambientali

Quando scade il MUD 2027?

Il termine ordinario è il 30 aprile 2027, per i rifiuti del 2026. Se il nuovo modello venisse pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo il 1° marzo, la scadenza slitterebbe a 120 giorni dalla pubblicazione, come accaduto nel 2025 e nel 2026.

Un’azienda fino a 10 dipendenti deve presentare il MUD?

Sì, se produce rifiuti pericolosi, anche in piccole quantità come bombolette, oli esausti o imballaggi contaminati. Se produce solo rifiuti non pericolosi, è esonerata. Trasportatori e gestori di rifiuti restano obbligati a prescindere dalle dimensioni.

Dal 16 settembre 2026 si può ancora usare il formulario cartaceo?

No, per chi è iscritto al RENTRI: il periodo transitorio si è chiuso il 15 settembre 2026, salvo nuovi rinvii. Per i rifiuti per cui è iscritto, il FIR va emesso in formato digitale e i dati vanno trasmessi al registro.

Va presentata la denuncia del pozzo se non è stata prelevata acqua?

Sì. In Lombardia la denuncia annuale su SIPIUI è dovuta anche con prelievo pari a zero. Sono esclusi solo i prelievi a uso domestico.

La dichiarazione F-gas del 31 maggio va ancora presentata?

No, è stata abolita dal 2019. Al suo posto l’impresa certificata comunica ogni intervento alla Banca dati F-gas entro 30 giorni. L’azienda proprietaria degli impianti deve controllare che i dati siano corretti.

Le scadenze ambientali sono uguali in tutte le regioni?

Le scadenze degli adempimenti ambientali nazionali sì: MUD, RENTRI, PRTR, CONAI, pile e F-gas. Prelievi idrici, autocontrolli e canoni dipendono invece dalla Regione. La denuncia delle acque derivate, per esempio, scade il 31 marzo in Lombardia e il 31 gennaio in Emilia-Romagna.

Serve aiuto con le scadenze ambientali?

Lo studio analizza rifiuti, autorizzazioni, prelievi e scarichi di ogni unità locale e costruisce lo scadenzario ambientale dell’azienda. Affianca poi i referenti interni nella preparazione di MUD, denunce e comunicazioni periodiche, così ogni termine viene rispettato con anticipo e senza corse dell’ultimo minuto.

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