- via Monte Grappa,2
Gadesco Pieve Delmona (CR)
Piano Operativo di Sicurezza (POS)
Il Piano Operativo di Sicurezza è il documento con cui ogni impresa esecutrice descrive come lavorerà in quel cantiere: lavorazioni, attrezzature, rischi e misure adottate. Lo redige il datore di lavoro dell’impresa esecutrice, non il committente e non il coordinatore. È obbligatorio in ogni cantiere, anche senza PSC, e va consegnato prima di mettere piede in cantiere. Redigiamo e verifichiamo il POS per le imprese che operano in provincia di Cremona.
Un POS non è un modulo da compilare. È il documento che l’ispettore legge per primo e che il coordinatore per la sicurezza può respingere, bloccando l’ingresso in cantiere. Deve essere coerente con il documento di valutazione dei rischi aziendale, ma non può esserne una copia: il DVR descrive l’azienda, il POS descrive un cantiere preciso.
Insieme al piano l’impresa deve poter esibire la documentazione che dimostra la propria idoneità tecnico-professionale, patente a crediti compresa. Sono due fascicoli distinti che vengono controllati insieme.
Chi deve redigere il Piano Operativo di Sicurezza?
Lo redige il datore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice, compresi i subappaltatori. L’impresa affidataria verifica la congruenza dei POS delle esecutrici e li trasmette al coordinatore per l’esecuzione, che ne valuta l’idoneità. I lavoratori autonomi non redigono il POS, ma devono adeguarsi alle indicazioni del piano.
Cosa deve contenere il POS?
I contenuti minimi sono fissati dall’Allegato XV del D.Lgs. 81/2008. Un piano incompleto è un piano non idoneo, e l’idoneità la valuta il CSE.
- Dati identificativi dell’impresa, del datore di lavoro e del cantiere
- Nominativi di RSPP, RLS, medico competente, preposti e addetti alle emergenze
- Descrizione delle lavorazioni affidate all’impresa in quel cantiere
- Elenco di ponteggi, opere provvisionali, macchine e impianti utilizzati
- Elenco delle sostanze e dei preparati pericolosi impiegati
- Esito della valutazione del rischio rumore
- Misure di prevenzione adottate per ciascuna lavorazione
- Procedure complementari e di dettaglio richieste dal PSC
- Elenco dei DPI forniti ai lavoratori
- Documentazione di formazione e addestramento del personale impiegato
Che differenza c’è tra POS, PSC e DVR?
Sono tre documenti spesso confusi tra loro. Chi li scambia arriva in cantiere con il documento sbagliato.
| DVR | PSC | POS | |
|---|---|---|---|
| Chi lo redige | Datore di lavoro | Coordinatore per la progettazione (CSP) | Datore di lavoro dell’impresa esecutrice |
| Oggetto | L’azienda | Il cantiere nel suo insieme | Le lavorazioni della singola impresa |
| Quando serve | Sempre | Cantieri con più imprese | Sempre, in ogni cantiere |
| Riferimento | Art. 17 e 28 | Titolo IV e Allegato XV | Art. 96 e Allegato XV |
Il PSC governa le interferenze tra imprese diverse; il POS descrive come una singola impresa esegue la propria parte. Quando in un’azienda in attività si apre un cantiere entra in gioco anche il DUVRI, che riguarda però gli appalti interni e non sostituisce nessuno dei tre.
Quando va consegnato il POS?
Prima dell’inizio delle lavorazioni. La sequenza corretta è: l’impresa esecutrice redige il POS, l’affidataria ne verifica la congruenza con il PSC, il CSE ne valuta l’idoneità. Solo dopo l’impresa può entrare in cantiere. Se subentra un subappaltatore in corso d’opera, il ciclo si ripete per lui.
Il piano va aggiornato quando cambiano le lavorazioni, le attrezzature o la squadra. Un piano fermo alla versione di apertura, in un cantiere che è andato avanti sei mesi, è il rilievo più facile che un ispettore possa fare.
Come si invia la notifica preliminare in Lombardia?
La notifica preliminare è un adempimento del committente o del responsabile dei lavori, non dell’impresa, e va trasmessa prima dell’inizio dei lavori. Serve nei cantieri con più imprese e in quelli con una sola impresa se l’entità presunta supera i 200 uomini-giorno.
In Lombardia l’invio è telematico e passa dal sistema GECA, obbligatorio da gennaio 2010: la trasmissione raggiunge contemporaneamente ATS, Ispettorato territoriale e Comune. Le istruzioni e l’accesso sono sul sito di Regione Lombardia. Dopo le modifiche del D.L. 159/2025 la notifica deve riportare anche le imprese in subappalto con codice fiscale o partita IVA, e va aggiornata a ogni ingresso in filiera. Copia della notifica va affissa in cantiere in modo visibile.
Gli errori che fanno respingere un POS
Dai POS che ci passano per la verifica, quattro problemi tornano quasi sempre:
- Il copia-incolla dal DVR. Il piano descrive l’azienda in generale e non nomina mai il cantiere, le sue quote, i suoi accessi.
- L’elenco attrezzature scollegato dalla realtà. In cantiere ci sono un ragno e una PLE che nel documento non compaiono.
- La formazione non allegata. Gli attestati esistono ma non sono nel fascicolo, e in sede di controllo vale come se non ci fossero.
- I subappaltatori senza POS proprio. L’affidataria presume di coprirli con il suo. Non è così.
Cosa facciamo
- Redazione del POS su misura per la singola impresa e per il singolo cantiere
- Verifica di congruenza dei piani delle imprese esecutrici, per conto dell’affidataria
- Aggiornamento del piano in corso d’opera
- Preparazione del fascicolo di idoneità tecnico-professionale da esibire in caso di ispezione
- Supporto alla notifica preliminare e agli adempimenti di avvio cantiere
Seguiamo cantieri industriali: rifacimento coperture con rimozione amianto, impianti fotovoltaici, revamping di impianti biogas e biometano. Il POS che scriviamo parte dal cronoprogramma reale, non da un modello di settore.
Domande frequenti POS
Il POS serve anche se in cantiere opera una sola impresa?
Sì. Il piano operativo di sicurezza è sempre dovuto dall’impresa esecutrice. Quello che può mancare, con una sola impresa, è il PSC: sono due obblighi separati.
Può bastare un POS unico per affidataria e subappaltatori?
No. Ogni impresa esecutrice redige il proprio. L’affidataria ha in più il compito di verificarne la congruenza prima di trasmetterli al coordinatore.
Quanto tempo serve per avere un POS pronto?
Con cronoprogramma, elenco attrezzature e documentazione formativa già disponibili, pochi giorni lavorativi. La parte lenta non è la scrittura: è raccogliere ciò che serve.
Chi controlla il piano in cantiere?
Il CSE ne verifica l’idoneità e ne vigila l’applicazione. In sede ispettiva lo esaminano ATS e Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Mandaci il cronoprogramma e l’elenco delle attrezzature: ti diciamo cosa manca e in quanto tempo il POS è pronto per il coordinatore. Richiedi la redazione del POS
