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Gadesco Pieve Delmona (CR)
Classificazione aree ATEX e zone a rischio esplosione
La classificazione delle aree ATEX è la ripartizione in zone dei luoghi dove può formarsi un’atmosfera esplosiva, in base a quanto spesso e quanto a lungo quell’atmosfera è presente. È un obbligo del datore di lavoro previsto dal Titolo XI del D.Lgs. 81/2008 e riguarda molte più aziende di quante pensino: silos e stoccaggi di cereali, impianti di macinazione, verniciature, cabine gas, locali batterie, impianti a biogas.
Eseguiamo la classificazione, redigiamo il documento sulla protezione contro le esplosioni e progettiamo gli impianti conformi, all’interno del nostro servizio di progettazione impianti elettrici. La classificazione non è un documento a sé: alimenta il documento di valutazione dei rischi e determina quali apparecchiature possono stare in quel reparto.
Quali sono le zone ATEX?
Sono sei: tre per gas, vapori e nebbie infiammabili, tre per le polveri combustibili. La differenza sta nella probabilità che l’atmosfera esplosiva sia presente. A ogni zona corrisponde una categoria di apparecchiature ammesse: installare un componente di categoria inferiore rende l’impianto non conforme, anche se funziona senza problemi.
| Zona | Presenza dell’atmosfera esplosiva | Categoria ammessa |
|---|---|---|
| 0 (gas) | continua, per lunghi periodi o frequente | 1G |
| 1 (gas) | probabile durante le normali attività | 2G |
| 2 (gas) | improbabile e di breve durata | 3G |
| 20 (polveri) | continua, per lunghi periodi o frequente | 1D |
| 21 (polveri) | probabile durante le normali attività | 2D |
| 22 (polveri) | improbabile e di breve durata | 3D |
Le zone sono definite dall’Allegato XLIX del D.Lgs. 81/2008. Le categorie delle apparecchiature derivano dalla direttiva 2014/34/UE, che dal 20 aprile 2016 ha sostituito la 94/9/CE.
Chi deve classificare le aree e con quali norme?
L’obbligo è del datore di lavoro (art. 293), che di norma incarica un tecnico. La classificazione si esegue con le norme tecniche armonizzate: la CEI EN IEC 60079-10-1 per gas, vapori e nebbie, la CEI EN 60079-10-2 per le polveri combustibili.
Attenzione a un punto che genera ancora confusione: le Guide CEI 31-35 e 31-56, per anni lo strumento di riferimento dei progettisti, sono state abrogate. Le classificazioni redatte con quel metodo e mai riviste vanno rilette, soprattutto se nel frattempo il ciclo produttivo è cambiato.
Che cos’è il documento sulla protezione contro le esplosioni?
È il documento previsto dall’art. 294 con cui il datore di lavoro dimostra di aver valutato il rischio di esplosione e di aver adottato le misure conseguenti. Va elaborato prima dell’inizio dell’attività e tenuto aggiornato. In pratica deve dichiarare:
- che i rischi di esplosione sono stati individuati e valutati
- quali luoghi sono stati classificati e in quale zona
- dove si applicano le prescrizioni minime dell’Allegato L
- che luoghi, attrezzature e dispositivi di allarme sono progettati e mantenuti in sicurezza
- come è organizzato il coordinamento fra le imprese che operano nello stesso luogo
Va aggiornato a ogni modifica rilevante: nuova linea, cambio di sostanza, nuovo impianto di aspirazione. Un documento fermo a dieci anni fa, con un reparto nel frattempo riconfigurato, in caso di ispezione vale quanto non averlo.
Come lavoriamo
- Raccolta dati: sostanze impiegate, schede di sicurezza, cicli produttivi, layout, impianti di ventilazione e aspirazione
- Individuazione delle sorgenti di emissione e del loro grado — continuo, primo grado, secondo grado
- Calcolo dell’estensione delle zone, tenendo conto di portata di emissione, ventilazione e caratteristiche della sostanza
- Restituzione grafica: planimetrie con le zone quotate, in pianta e in sezione
- Documento sulla protezione contro le esplosioni e verifica delle apparecchiature già installate
- Progettazione o adeguamento dell’impianto elettrico nelle aree classificate
Cosa consegniamo
- Relazione tecnica di classificazione con i criteri e i calcoli adottati
- Planimetrie delle zone ATEX, quotate
- Elenco delle apparecchiature installate con esito di conformità alla zona
- Documento sulla protezione contro le esplosioni
- Indicazioni per la segnaletica prevista dall’Allegato LI e per la formazione dei lavoratori richiesta dall’art. 294-bis
In quali aziende serve la classificazione ATEX
Sul territorio cremonese le aree classificate si trovano spesso dove nessuno se le aspetta:
- Agricoltura e zootecnia: stoccaggio e movimentazione cereali, essiccatoi, impianti a biogas, depositi di gasolio agricolo
- Alimentare: farine, zuccheri, latte in polvere, aspirazioni e filtri
- Chimico e trattamento superfici: solventi, cabine di verniciatura, travasi
- Officine e logistica: locali di ricarica delle batterie dei carrelli elevatori, un caso frequentissimo e quasi sempre trascurato
Dopo la classificazione: verifiche e omologazione
Gli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione hanno un regime a sé. La messa in servizio compete ad ASL o ARPA, che rilascia il verbale di omologazione, e le verifiche periodiche previste dal DPR 462/01 sono biennali, non quinquennali. Ce ne occupiamo insieme alla denuncia degli impianti su CIVA INAIL.
Domande frequenti
La classificazione aree ATEX ha una scadenza?
No, non ha una data di scadenza. Va però rivista a ogni modifica che incida sul rischio: nuove sostanze, nuovi impianti, modifiche alla ventilazione o al layout. In assenza di modifiche, un riesame periodico resta comunque opportuno.
Ho poche sostanze infiammabili: posso evitarla?
La classificazione serve anche a dimostrare che una zona non esiste. Se la valutazione conclude che non si formano atmosfere esplosive, quella conclusione va motivata per iscritto: è la classificazione stessa a stabilirlo, non un’impressione.
Cosa rischia il datore di lavoro?
L’art. 297 del D.Lgs. 81/2008 prevede sanzioni penali per l’omessa valutazione del rischio di esplosione e per la mancata redazione del documento. Il rischio più concreto resta però l’evento: le esplosioni da polveri nascono quasi sempre in impianti ritenuti innocui.
Hai un silo, una cabina gas, una verniciatura o un locale di ricarica batterie e non sai se sono aree classificate? Contattaci per un sopralluogo: valutiamo la situazione e ti diciamo se serve una classificazione o basta motivarne l’assenza.
