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title: "Classificazione aree ATEX e zone a rischio esplosione"
url: "https://www.stabarbotta.it/impianti-elettrici/aree-atex/"
published: "2026-08-26T17:45:16+02:00"
modified: "2026-09-21T14:32:27+02:00"
author: "STA_Barbotta"
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# Classificazione aree ATEX e zone a rischio esplosione

La classificazione delle aree ATEX è la ripartizione in zone dei luoghi dove può formarsi un’atmosfera esplosiva, in base a quanto spesso e quanto a lungo quell’atmosfera è presente. È un obbligo del datore di lavoro previsto dal Titolo XI del D.Lgs. 81/2008 e riguarda molte più aziende di quante pensino: silos e stoccaggi di cereali, impianti di macinazione, verniciature, cabine gas, locali batterie, impianti a biogas.

Eseguiamo la classificazione, redigiamo il documento sulla protezione contro le esplosioni e progettiamo gli impianti conformi, all’interno del nostro servizio di [progettazione impianti elettrici](/impianti-elettrici/). La classificazione non è un documento a sé: alimenta il documento di valutazione dei rischi e determina quali apparecchiature possono stare in quel reparto.

## Quali sono le zone ATEX?

Sono sei: tre per gas, vapori e nebbie infiammabili, tre per le polveri combustibili. La differenza sta nella probabilità che l’atmosfera esplosiva sia presente. A ogni zona corrisponde una categoria di apparecchiature ammesse: installare un componente di categoria inferiore rende l’impianto non conforme, anche se funziona senza problemi.

| Zona | Presenza dell’atmosfera esplosiva | Categoria ammessa |
|---|---|---|
| 0 (gas) | continua, per lunghi periodi o frequente | 1G |
| 1 (gas) | probabile durante le normali attività | 2G |
| 2 (gas) | improbabile e di breve durata | 3G |
| 20 (polveri) | continua, per lunghi periodi o frequente | 1D |
| 21 (polveri) | probabile durante le normali attività | 2D |
| 22 (polveri) | improbabile e di breve durata | 3D |

Le zone sono definite dall’Allegato XLIX del D.Lgs. 81/2008. Le categorie delle apparecchiature derivano dalla direttiva 2014/34/UE, che dal 20 aprile 2016 ha sostituito la 94/9/CE.

## Chi deve classificare le aree e con quali norme?

L’obbligo è del datore di lavoro (art. 293), che di norma incarica un tecnico. La classificazione si esegue con le norme tecniche armonizzate: la CEI EN IEC 60079-10-1 per gas, vapori e nebbie, la CEI EN 60079-10-2 per le polveri combustibili.

Attenzione a un punto che genera ancora confusione: le Guide CEI 31-35 e 31-56, per anni lo strumento di riferimento dei progettisti, sono state abrogate. Le classificazioni redatte con quel metodo e mai riviste vanno rilette, soprattutto se nel frattempo il ciclo produttivo è cambiato.

## Che cos’è il documento sulla protezione contro le esplosioni?

È il documento previsto dall’art. 294 con cui il datore di lavoro dimostra di aver valutato il rischio di esplosione e di aver adottato le misure conseguenti. Va elaborato prima dell’inizio dell’attività e tenuto aggiornato. In pratica deve dichiarare:

- che i rischi di esplosione sono stati individuati e valutati
- quali luoghi sono stati classificati e in quale zona
- dove si applicano le prescrizioni minime dell’Allegato L
- che luoghi, attrezzature e dispositivi di allarme sono progettati e mantenuti in sicurezza
- come è organizzato il coordinamento fra le imprese che operano nello stesso luogo

Va aggiornato a ogni modifica rilevante: nuova linea, cambio di sostanza, nuovo impianto di aspirazione. Un documento fermo a dieci anni fa, con un reparto nel frattempo riconfigurato, in caso di ispezione vale quanto non averlo.

## Come lavoriamo

1. **Raccolta dati**: sostanze impiegate, schede di sicurezza, cicli produttivi, layout, impianti di ventilazione e aspirazione
2. **Individuazione delle sorgenti di emissione** e del loro grado — continuo, primo grado, secondo grado
3. **Calcolo dell’estensione delle zone**, tenendo conto di portata di emissione, ventilazione e caratteristiche della sostanza
4. **Restituzione grafica**: planimetrie con le zone quotate, in pianta e in sezione
5. **Documento sulla protezione contro le esplosioni** e verifica delle apparecchiature già installate
6. **Progettazione o adeguamento dell’impianto elettrico** nelle aree classificate

## Cosa consegniamo

- Relazione tecnica di classificazione con i criteri e i calcoli adottati
- Planimetrie delle zone ATEX, quotate
- Elenco delle apparecchiature installate con esito di conformità alla zona
- Documento sulla protezione contro le esplosioni
- Indicazioni per la segnaletica prevista dall’Allegato LI e per la formazione dei lavoratori richiesta dall’art. 294-bis

## In quali aziende serve la classificazione ATEX

Sul territorio cremonese le aree classificate si trovano spesso dove nessuno se le aspetta:

- **Agricoltura e zootecnia**: stoccaggio e movimentazione cereali, essiccatoi, impianti a biogas, depositi di gasolio agricolo
- **Alimentare**: farine, zuccheri, latte in polvere, aspirazioni e filtri
- **Chimico e trattamento superfici**: solventi, cabine di verniciatura, travasi
- **Officine e logistica**: locali di ricarica delle batterie dei carrelli elevatori, un caso frequentissimo e quasi sempre trascurato

## Dopo la classificazione: verifiche e omologazione

Gli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione hanno un regime a sé. La messa in servizio compete ad ASL o ARPA, che rilascia il verbale di omologazione, e le verifiche periodiche previste dal DPR 462/01 sono biennali, non quinquennali. Ce ne occupiamo insieme alla [denuncia degli impianti su CIVA INAIL.](https://www.stabarbotta.it/impianti-elettrici/civa-inail-impianti/)

## Domande frequenti

### **La classificazione aree ATEX ha una scadenza?**

 No, non ha una data di scadenza. Va però rivista a ogni modifica che incida sul rischio: nuove sostanze, nuovi impianti, modifiche alla ventilazione o al layout. In assenza di modifiche, un riesame periodico resta comunque opportuno.





### ****Ho poche sostanze infiammabili: posso evitarla?****

La classificazione serve anche a dimostrare che una zona non esiste. Se la valutazione conclude che non si formano atmosfere esplosive, quella conclusione va motivata per iscritto: è la classificazione stessa a stabilirlo, non un’impressione.





### ******Cosa rischia il datore di lavoro?******

L’art. 297 del D.Lgs. 81/2008 prevede sanzioni penali per l’omessa valutazione del rischio di esplosione e per la mancata redazione del documento. Il rischio più concreto resta però l’evento: le esplosioni da polveri nascono quasi sempre in impianti ritenuti innocui.





Hai un silo, una cabina gas, una verniciatura o un locale di ricarica batterie e non sai se sono aree classificate? Contattaci per un sopralluogo: valutiamo la situazione e ti diciamo se serve una classificazione o basta motivarne l’assenza.

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